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A U T. M I N . R I C H .

Stasera tanto per tirarmi su il morale, dopo la puntata di Sfide sulla Juve, mi sono ciucciata un film di quelli che sa dio perché ancora io li veda. Storia: amiche dall’infanzia unite dalla passione del ballo. Sogno: entrare alla mitica Julliard school di NYC. Una delle due si ammala di tumore e chevvelodicoafare muore. E checcazzo. E vaffanculo ? (tSZ). Come non bastasse alla fine spunta la scritta “Based on a true story”.

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Stronzi. Dirlo prima no eh?
Ma io dico. Una c’ha gi? i suoi cazzi, almeno mettete le avvertenze no? Qualcosa tipo “Questo film non ? adatto a quelli che stanno da culo”. O qualcosa del genere. Un po’ come il film “La tempesta perfetta”, che quando l’ho visto, alla fine, accertato che fossero *davvero* morti tutti, ho gridato “brutti bastardi datemi un fottuto happy ending hollywoodiano!!!”. Per non parlare poi del documentario sul Pinguino Pablo.

C’ho pianto mezz’ora. Dopo avermi fatto affezionare al pennuto per tutta la durata delle riprese, me lo fanno morire, brutalmente. Li ho odiati. Non si fa morire un pinguino in un documentario senza avvertire prima. Ci vogliono i foglietti illustrativi, pure per le trasmissioni televisive. “Non assumere in caso di pessimo umore”.