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I L C A L D O, L A G A S T R I T E E A L T R I C A Z Z I

Sono tanti i motivi per i quali scrivo poco ultimamente. Un po’ il mitico progetto di migrazione dell’intero Sistema Informativo del mio ufficio su piattaforma Web che mi ha tenuta alla scrivania ad orari e in giornate impensate (Sabato ore 7.45 – 18.00, senza pranzo), un po’ questo caldo assurdo che non mi da pace né tregua, un po’ la mia gastrite che mi ricorda che lo stress si paga tutte le sante mattine.

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Un po’ altri cazzi. Cambiamenti in corso, dolore, dispiaceri, sentimenti e sensazioni che vorrei non aver provato, che vorrei non aver conosciuto. Non sono una macchina, ripeto spesso in questi giorni. Ma forse non ? poi tanto cos?. Di diverso da una macchina ho la capacit? di soffrire fisicamente e psicologicamente degli eventi che attraversano la mia vita. Per? posso anche gioire dei momenti buoni. O magari anche solo dell’assenza di male. Ma esattamente come una macchina quando certi meccanismi si rompono so gi? che non si aggiustano, non senza cambiare il pezzo. E i pezzi di ricambio per me non si trovano. I pezzi rotti non si sostituiscono. E la macchina funziona un po’ peggio. Sempre un po’ di pi?.

Magari sviluppa nuove capacit?, tanto per non essere messa da parte. Impara a funzionare senza sonno, con poco cibo, ad alta tensione. Impara lentamente a difendersi dagli attacchi semplicemente subendoli come altro da sé e perci? destinato a finire. La macchina sooshee spera che il dolore prima o poi finisca. Vive di questo. E cerca di non lamentarsi troppo (senza riuscirci), di non intaccare la funzionalit? giornaliera (senza assolutamente andarci anche solo vicino), di rimanere cosciente di sé (chi?), di non trasferire su altri il proprio senso di annullamento. La macchina sooshee fa del suo meglio.

Scrivere su un blog potrebbe essere uno sforzo troppo grande, abbiate pazienza. O non abbiatene. La macchina sooshee sopravviver?. Del resto il mondo sembra volerla convincere di essere sbagliata, di essere l’erba cattiva. E l’erba cattiva si sa, non muore mai.